Ilenia Zedda
Ilenia Zedda è tra le voci più promettenti della nuova narrativa sarda. Sassarese, classe 1990, vive e lavora a Torino come copywriter, città in cui si è formata alla Scuola Holden, la scuola di narrazione fondata da Alessandro Baricco. La sua è una scrittura delicata e evocativa, che non dimentica mai il proprio vissuto e le radici isolane, e che le è valsa gli elogi della critica e di autori affermati come Marco Missiroli.
Ha esordito nel 2020 con Nàccheras (DeA Planeta Libri), romanzo di formazione ambientato in una Sardegna quasi mitica e senza tempo, del secondo dopoguerra. Al centro della storia — quella di due giovani, Francesco e Caterina, legati da un segreto drammatico — c’è lo straordinario patrimonio della filatura del bisso, la preziosa “seta del mare” ricavata dai filamenti dei molluschi bivalvi e tramandata di generazione in generazione. Con una lingua semplice ma raffinata, arricchita da parole in sardo, il libro restituisce il fascino arcaico delle tradizioni dell’isola ed è stato accolto come l’affermazione di una nuova, interessante voce della letteratura regionale. Un suo racconto è inoltre presente nell’antologia collettiva Giallo sardo.
Nel settembre 2024 è arrivato il secondo romanzo, Se mi guardo da dentro (Salani), che segna un cambio di scenario e di passo: la storia si sposta ai giorni nostri, tra le vie di Cagliari. Protagonista è Nina Ibba, la cui esistenza è stata segnata da un incidente nell’adolescenza; diventata adulta e forte di un dottorato in Patologia Clinica, è convinta che tutto — persino la felicità — possa essere spiegato in termini scientifici, finché l’incontro con un giornalista non incrina le sue certezze. Un romanzo che, con la consueta delicatezza, trova parole nuove per raccontare l’amore e la paura di lasciarsi andare alla vita, confermando la maturità letteraria dell’autrice.
