Alessandro Aresu

Alessandro Aresu

Geopolitico e Autore

Alessandro Aresu è uno scrittore ed esperto di strategie e politiche pubbliche. Si occupa da 20 anni del rapporto tra politica, economia e tecnologia. Su questi temi svolge frequenti conferenze e attività formative e di consulenza. Scrive per Limes, di cui è consigliere scientifico, per riviste tra cui Le Grand Continent, Aspenia, Gnosis, e vari quotidiani, tra cui Repubblica, Italy Post, L’Unione Sarda, Il Fatto Quotidiano.Advisor di startup, membro del comitato scientifico della Fondazione Feltrinelli e del cda della Fondazione Praexidia, Alessandro Aresu ha un’esperienza di oltre 15 anni come consulente e consigliere di varie istituzioni, tra cui la Presidenza del Consiglio, il Ministero dell’Economia, il Ministero degli Esteri, l’Agenzia Spaziale Italiana. È stato tra l’altro consigliere nel gabinetto del Presidente Draghi.È autore di vari volumi di filosofia, geopolitica e tecnologia, tra cui “La Cina ha vinto” (2025). Nei suoi tre libri sul capitalismo politico dal 2020 al 2024 (“Le potenze del capitalismo politico”; “Il dominio del XXI secolo”; “Geopolitica dell’intelligenza artificiale”, vincitore del Premio Città delle Rose e finalista del Premio Strega Saggistica nel 2025) ha raccontato aziende come ASML, BYD, NVIDIA, Palantir, SpaceX e TSMC, contribuendo a introdurle nel dibattito italiano ed europeo.

Bernard Bédarida

Bernard Bédarida

Giornalista

Bernard Bédarida è un giornalista e inviato speciale di TF1, la prima rete televisiva francese. Forte di una lunga esperienza nel reportage internazionale, ha seguito da vicino alcuni dei principali eventi politici e di attualità degli ultimi decenni, raccontandoli con uno stile diretto, chiaro e rigoroso che ne ha fatto una delle voci più riconoscibili del giornalismo televisivo francese. Francese di origine ma da tempo residente in Italia, lavora principalmente per il telegiornale (JT) di TF1, per il quale racconta al pubblico d'oltralpe la cronaca e l'attualità del nostro Paese. Al lavoro televisivo affianca l'attività di reportage e la collaborazione con testate legate al mondo del viaggio e della cultura, come il magazine La Freccia del Gruppo FS. La sua attività spazia anche nella produzione documentaristica: tra i lavori più recenti, un film dedicato all'attrice italiana Laura Antonelli, realizzato per Rai Documentari.

Angelo Biscotti

Angelo Biscotti

Chef

Angelo Biscotti è un Executive Chef, chef consultant e docente, tra i nomi di riferimento quando si parla di cucina orientata alla salute. Nato a Battipaglia, in provincia di Salerno, affonda le radici nella Costa cilentana: la passione per i fornelli nasce fin da bambino, osservando le nonne preparare i piatti della tradizione napoletana e cilentana. Talento precoce, diventa Maestro di Cucina Étoile a soli 24 anni ed Executive Chef di uno dei più rinomati catering di Roma, per poi guidare importanti realtà alberghiere — tra cui il Savoy Beach Hotel di Paestum — affiancando all'operatività in cucina un'intensa attività di formazione: ha insegnato alla Boscolo Étoile Academy ed è oggi docente e chef di cucina alla CAST Alimenti di Brescia, nei corsi di Alta Formazione Cuoco e di specializzazione per professionisti. Il cuore della sua proposta è racchiuso nel binomio "salute e alimenti". Convinto sostenitore della Dieta Mediterranea — dal greco diaita, "stile di vita" — Biscotti crede in cibi sani, biologici e terapeutici, consumati nelle giuste quantità e lavorati senza alterarne le caratteristiche nutrizionali, spesso valorizzati anche a crudo per non disperderne le proprietà. Il tutto senza mai rinunciare a bontà, equilibrio, gusto ed estetica del piatto. Esperto di cucina nazionale e internazionale, di cucina creativa vegetariana e salutistica, ha dato vita a un format di "cucina terapeutica applicata" insieme al medico nutrizionista Silvio Spinelli, con cui ha ideato anche l'app "Dr. Chef". Sul fronte agonistico e associativo vanta un curriculum di rilievo: fa parte del Team Costa del Cilento, con cui ha partecipato a numerose competizioni nazionali e internazionali conquistando prestigiosi riconoscimenti, tra cui la medaglia d'oro alle Olimpiadi di cucina di Erfurt nel 2016. Da novembre 2020 è membro del Direttivo della Nazionale Italiana Cuochi (NIC) come Responsabile Juniores, ed è socio di Euro-Toques Italia. Accanto alla cucina, porta avanti l'attività di consulenza con la Angelo Biscotti Consulting: dai servizi più tecnici come il food cost e il menu engineering alla creazione di nuovi format e all'avvio di locali, fino all'organizzazione di eventi e banqueting. Non manca infine l'esperienza televisiva e divulgativa, con la partecipazione a programmi come Mattino Cinque e a progetti — come "Àmati!" — dedicati all'apertura di ristoranti fondati sull'educazione alimentare.

Hans-Peter Broeckerhoff

Hans-Peter Broeckerhoff

Giornalista

Giornalista e autore tedesco che più di 40 anni fa ha scoperto il suo amore per la Sardegna e oggi vive a Cabras per parecchie mesi all'anno. Da molti anni si occupa anche di giornalismo culinario sardo. È autore del libro “Die Küche Sardiniens – Ein kulinarisches Erlebnis im Urlaub und zuhause”..

Alessandro Cabona

Alessandro Cabona

Chef

Alessandro Cabona è un Executive Chef ligure con oltre dieci anni di esperienza nell'alta ristorazione. Nato in Liguria nel 1991, cresce a stretto contatto con la natura nel vivaio di famiglia, sviluppando fin da ragazzo una spiccata sensibilità per profumi e sapori. La passione per la cucina nasce accanto alle nonne e si trasforma presto in una vocazione professionale, che lo porta a lavorare in ristoranti e strutture di rilievo in Italia e all'estero. Anche il suo passato da pallanuotista lascia il segno: da lì nascono quelle doti di leadership che oggi si riconoscono nel modo in cui guida le sue brigate. La sua è una cucina che rende omaggio alla tradizione mediterranea, arricchita da influenze internazionali, con grande attenzione alla stagionalità e alla qualità della materia prima. Ogni piatto è pensato come un'esperienza equilibrata, in cui l'innovazione non tradisce mai il rispetto delle radici. Nel corso della carriera ha maturato esperienze in insegne importanti come La Clusaz di Aosta e il 20TRE di Genova, fino ad approdare a Le Terrazze Ritual, in Costa Smeralda (Baja Sardinia, Arzachena), dove ricopre il ruolo di Executive Chef: qui si occupa della gestione della cucina e della creazione dei menu per eventi e contesti di alto profilo. La sua formazione comprende il diploma alla scuola ALMA, la qualifica di sommelier e la specializzazione come Sommelier del Riso — ingrediente che occupa un posto centrale nella sua proposta gastronomica. Ricerca costante, creatività e attenzione al dettaglio guidano ogni fase del suo lavoro, con un obiettivo preciso: evolvere senza mai rinunciare alla semplicità, sorprendendo sempre l'ospite.

Salvatore Camedda

Salvatore Camedda

Chef

Salvatore Camedda, classe 1983 e originario di Cabras, è considerato uno dei migliori talenti della nuova cucina sarda. La sua avventura comincia a sedici anni, nel cuore della Costa Smeralda, dove il giovane scopre la sua vera vocazione: la cucina. Da lì un percorso di formazione che attraversa importanti cucine, in Italia e all'estero: impara a valorizzare la materia prima accanto a Sergio Mei, nelle cucine del Four Seasons Hotel di Milano, e a creare piatti innovativi con pochi ingredienti affiancando Giuliano Baldessari all'Aqua Crua di Vicenza. Sono soprattutto gli anni trascorsi fuori dall'isola a far maturare in lui l'urgenza di tornare alle origini e di rileggere le radici sarde con occhi nuovi. Da questa spinta nasce, a metà degli anni Dieci, Somu — "s'omu", la casa in sardo — il ristorante con cui Camedda si consacra tra i protagonisti della cucina isolana contemporanea. Dopo essere passato per San Vero Milis e Oristano, il locale approda a Baja Sardinia (Arzachena), dove nel 2022 conquista la stella Michelin, mantenuta negli anni successivi: il riconoscimento di una cucina che racconta con autenticità gli ingredienti del territorio, spesso poco conosciuti, in abbinamenti insoliti e sorprendenti. Oggi Salvatore Camedda guida Ulìa, il ristorante del Cascioni Eco Retreat, resort cinque stelle immerso nella campagna gallurese tra Arzachena e Porto Cervo. Qui, potendo contare in gran parte sui prodotti che arrivano direttamente dall'azienda agricola della tenuta — orti, uliveti, arnie e allevamenti — lo chef porta in tavola una Sardegna autentica ed essenziale: una cucina minimalista ma ricca di gusto, che lavora sulla tradizione isolana per poi innovarla e, soprattutto, raccontarla. Al suo fianco, in sala, il restaurant manager e sommelier Giacomo Serreli, con una carta dei vini che omaggia le piccole cantine dell'isola. Un luogo di condivisione dove va in scena l'intenso cortometraggio gustativo fatto delle idee, delle esperienze e dei viaggi di Salvatore: il pensiero di uno chef che ha riscoperto la bellezza verginale della sua terra, facendo dialogare il territorio con influenze e spezie lontane senza mai offuscarne l'identità.

Moreno Cedroni

Moreno Cedroni

Chef

Moreno Cedroni, nasce ad Ancona il 09/07/1964.Nel 1984 apre La Madonnina del Pescatore, ristorante di lusso incastonato nella splendida cornice marchigiana. Dal 1990 collabora con Mariella Organi, sommelier e direttrice di sala a La Madonnina del pescatore, diventata poi sua compagna di vita. Nel 1994 la coppia si è sposata e nel 1997 è nata Matilde, la loro prima figlia.Nel 1996, viene premiato con la prima stella Michelin, nel 1999 con il “Sole” di Veronelli e nel 2000 con le tre forchette del Gambero Rosso.Proprio all’inizio del nuovo millennio, apre nella baia di Portonovo ad Ancona, il Clandestino Susci Bar, un punto di riferimento per gli amanti del crudo. Un anno più tardi, nel 2001, esce il suo primo libro Sushi & Susci, edito dalla biblioteca Culinaria.Il 2002 vede la pubblicazione del libro Martini solids, un libro che spiega i “cocktail solidi”creati per Martini&Rossi.Apice della creatività e dell’innovazione nel mondo della ristorazione, nel 2003 Cedroni dà vita alla prima salumeria ittica: Anikò a Senigallia. Contestualmente nasce inoltre l’Officina, un laboratorio sperimentale a marchio CE dove produrre salumi e conserve di pesce, marmellate, confetture e sughi ed altri prodotti selezionati e confezionati.Nel gennaio del 2004, Moreno Cedroni presenta il nuovo libro “Multipli di venti” in cui racconta i primi vent’anni di brillante carriera.Nel Novembre 2006, l’alto riconoscimento della seconda stella Michelin per la Madonnina del Pescatore.Per la sua padronanza e la tecnica nel maneggiare la materia prima, per la creatività e la capacità di intrecciare tradizione e innovazione in cucina, nell’ottobre 2008 viene dichiarato vincitore del premio svedese Kungsfenan Seafood Awards.Il 2011 vede l’uscita di due libri: “Maionese di fragole” edito da Mondadori, il primo libro di narrativa con consigli di educazione alimentare per bambini, ed un prezioso libro di ricette che raccoglie invenzioni e rivisitazioni dei sei anni più recenti.Nel 2012 The Wall Street Journal inserisce la Madonnina del Pescatore tra i migliori 10 ristoranti di pesce d’Europa.Il nuovo libro di Cedroni, “Susci più che mai”, edito da Giunti, esce nel 2014. Nello stesso anno, non solo lo Chef entra nel consiglio direttivo della Fipe, ma diventa Ambassador per l’Expo 2015.Nel 2017 Moreno Cedroni a Top Chef conduce il programma con Giuliano Baldessari, Mauro Colagreco e Annie Féolde.Riconosciuto vero e proprio inventore del susci all'italiana, a febbraio 2018, Moreno Cedroni è stato nominato dal Norwegian Seafood Council ambasciatore dello Stoccafisso di Norvegia, per la sua straordinaria familiarità con il pesce e la sua innovativa reinterpretazione di questo ingrediente in cucina.Il mondo di Moreno Cedroni, con la sua filosofia e i passi tracciati in quest’evoluzione della cucina italiana a cui lo Chef sta dando un significativo apporto, sono infine celebrati nel libro pubblicato sempre nel 2019 “Cedroni – Il pensiero creativo che ha cambiato la cucina italiana” edito da Giunti.Nel 2020, dà vita a : “The Tunnel” il laboratorio di ricerca e sviluppo che si propone di convogliare il meglio della tecnologia applicata alla cucina.Il 2021 inizia con la creazione dell’orto marino, di fronte la Madonnina del Pescatore.

Sandra Ciciriello

Sandra Ciciriello

Sommelier

Sandra Ciciriello è una ristoratrice e imprenditrice che ha costruito la propria identità professionale partendo dalla conoscenza più autentica della materia prima. Il suo percorso inizia nei mercati ortofrutticoli della gestione familiare e prosegue, poco più che ventenne, nel mercato ittico di Milano, dove impara a conoscere il pesce, le stagionalità, le aste e il lavoro delle marinerie italiane. Un’esperienza che ancora oggi rappresenta il fondamento della sua visione gastronomica.Profonda estimatrice del mare e dei suoi prodotti, Sandra crede che il valore della cucina nasca innanzitutto dal rispetto per chi produce. Da sempre ricerca e valorizza i piccoli produttori italiani, convinta che siano i veri custodi della biodiversità, delle tradizioni e dell’eccellenza del nostro patrimonio gastronomico. La bottarga, in questo percorso, rappresenta uno dei prodotti simbolo della cultura mediterranea: un ingrediente capace di raccontare il territorio, il lavoro dell’uomo e una storia che merita di essere preservata e tramandata.Sommelier AIS, ha trovato nella sala la propria vocazione, facendo dell’accoglienza e del dialogo con l’ospite il tratto distintivo del suo lavoro. Nel 2007 apre il ristorante Alice a Milano, che nel 2011 conquista la Stella Michelin, per poi trasferirsi all’interno di Eataly Smeraldo.Nel 2019 fonda 142 Restaurant, un progetto che rappresenta la naturale evoluzione del suo percorso. Per Sandra, 142 è il luogo in cui una grande esperienza sceglie di costruire il futuro della cucina italiana, anziché vivere del proprio passato. Una visione che prende forma nell’incontro con il giovane chef Federico Zappalà, con cui condivide la convinzione che la cucina evolva quando le generazioni dialogano: l’esperienza diventa guida, i giovani portano nuove prospettive e la materia prima rimane il punto di partenza e di arrivo.Ancora oggi Sandra ama definirsi, con orgoglio, una “pescivendola nel cuore”: una definizione che racconta meglio di qualsiasi titolo il legame profondo che continua ad avere con il mare, con i pescatori, con i produttori e con quei prodotti che sono autentica espressione della cultura gastronomica italiana.

Lorenzo Cresci

Lorenzo Cresci

Giornalista

Lorenzo Cresci è un giornalista di lungo corso, prima a La Stampa, testata del gruppo SAE, oggi firma della piattaforma enogastronomica Il Gambero Rosso. Si occupa prevalentemente di cucina, pasticceria, prodotti, produttori, eventi e territori. Dai grandi appuntamenti, fino alle storie dei protagonisti dell’alta pasticceria. Al lavoro giornalistico affianca quello di autore. Ha firmato il libro “La Dolce Vita. Un popolo di pasticceri e il suo sogno rivoluzionario” (Multiverso Editore), un ampio lavoro di ricerca dedicato alla storia dei pasticceri svizzeri in Italia - quattro secoli di migrazioni, cultura e tradizioni del dolce - impreziosito dalla prefazione del maestro Iginio Massari.

Lara De Luna

Lara De Luna

Giornalista

Classe 1900 e qualcosa, perché gli anni a una signora non si chiedono; Giornalista, perché non riuscirebbe a fare nient’altro nella vita. Appassionata di tutto ciò che è cultura, reputa il cibo un pilastro della società umana. Giornalista per il Gusto e il Gruppo Gedi, è degustatrice di distillati, appassionata di Champagne e naturalmente dipendente dalla pizza.

Francesco Bruno Fadda

Francesco Bruno Fadda

Giornalista

Sardo per nascita, italiano per convinzione, battitore libero per natura. Giornalista e gastronomo, autore, ghost writer, avvocato mancato (per fortuna!) e cuoco mancato (ma c’è sempre tempo!). Vivo e “divoro” il mondo per passione prima che per professione. Quattro i punti deboli..

Luca Gardini

Luca Gardini

Direttore Editoriale Le Guide de L’Espresso

Luca Gardini è uno dei sommelier più celebri e titolati al mondo, tanto da essersi guadagnato l’appellativo di “re dei sommelier”. Romagnolo di Cervia, classe 1981, cresciuto a Milano Marittima e milanese d’adozione, è stato un autentico enfant prodige dell’arte della degustazione. Per lui il vino è da sempre un affare di famiglia: il padre Roberto è stato eletto miglior sommelier d’Italia nel 1993, e in quell’ambiente Luca è cresciuto coltivando la passione fin da giovanissimo. Diventa sommelier AIS a soli quindici anni e affina il proprio talento alla corte di Giorgio Pinchiorri, nella celebre Enoteca Pinchiorri di Firenze - tempio della ristorazione con una delle cantine più fornite al mondo - dove ha avuto modo conoscere e degustare le grandi etichette internazionali. Campione italiano Sommelier nel 2004, Campione europeo nel 2009 e, nel novembre del 2010, Miglior Sommelier del Mondo secondo la Worldwide Sommelier Association, titolo conquistato nella finale di Santo Domingo riconoscendo “alla cieca” vini e distillati provenienti da tutto il pianeta. A questi si aggiunge il riconoscimento di Ambasciatore del metodo classico italiano.Da anni ha avviato collaborazioni internazionali di alto profilo (come quella con Zachys, leader mondiale nella vendita di vini) e si è affermato come divulgatore e comunicatore del vino, con presenze editoriali e televisive e la cura, nel 2022, della nuova edizione de Il Bicchiere d’Argento. Nel 2019 è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica. Da Aprile 2025 dirige le Guide de L'espresso

Maria Chiara Gargioli

Maria Chiara Gargioli

Giornalista

Giornalista professionista dal 2018, ha iniziato il suo percorso scrivendo per testate sportive, per poi approdare al mondo della televisione. Ha lavorato a La7 per programmi di informazione come Omnibus e di approfondimento come L’Infedele e Zeta con Gad Lerner. Nel 2009 ha fondato il blog Tacco 12 cm, nato con l’obiettivo di raccontare la vita da una prospettiva diversa. Dal 2013 è entrata nel mondo del food, inizialmente come ufficio stampa e successivamente come giornalista, collaborando negli anni con realtà editoriali come Food Confidential, La Repubblica e Cucina e Vini. Dal 2016 lavora come speaker e autrice per SlashRadio Web, la radio ufficiale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Ha inoltre collaborato con riviste come Grazia, occupandosi di dossier dedicati a temi sociali, diritti e parità di genere. Nel 2022 ha partecipato, insieme ad altre colleghe, alla realizzazione del libro Senza Giri di Boa, pubblicato da Paper First e successivamente diventato anche uno spettacolo teatrale, dedicato al tema della disparità di genere nel mondo del lavoro in Italia. Dal 2025 collabora con il magazine online The Over Magazine, occupandosi di cronaca, costume e società, food e altri temi di attualità. Nel tempo libero coltiva sogni nel cassetto, scrive romanzi che prima o poi arriveranno ai lettori, legge quelli scritti dagli altri, visita mostre, scopre nuovi luoghi e ama mangiare con gusto. Tifa AS Roma e gira in Vespa.

Enrico Gaviano

Enrico Gaviano

Giornalista

Enrico Gaviano è un giornalista professionista dal 1991. Nel corso della sua carriera ha collaborato con diverse testate, tra cui L’Altro Giornale, L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna, occupandosi di sport, cronaca e politica. Attivo anche sul web e sui social, porta avanti un giornalismo attento e vicino al territorio..

Federica Ghiani

Federica Ghiani

Chef

Federica Ghiani è l'anima dell'Osteria de' Mercati, piccola e raffinata insegna nel cuore del centro storico di Sassari. Un locale intimo con pochi coperti, luci morbide, un'atmosfera raccolta, nato da un sogno condiviso con il compagno di vita e chef Pietro Satta, e capace, pur nelle sue dimensioni minime, di guadagnarsi la segnalazione sulla Guida Michelin: un riconoscimento raro per una realtà così essenziale, fondata sulla cucina di mercato e sul rispetto assoluto della materia prima. Proprio quel rispetto è il cuore della filosofia della casa: qui il pesce si lavora intero, mai già sfilettato o porzionato, perché chi cucina deve conoscerne ogni fase, dalla pulitura alla preparazione. Ne nasce una cucina sarda contemporanea che non teme la semplicità, ma che sa concedersi anche qualche azzardo ben ragionato: centrata sul territorio, senza però irrigidirsi in esso. Dopo la prematura scomparsa di Pietro Satta, all'inizio del 2025, Federica ha scelto di riaprire e portare avanti il progetto con delicatezza e determinazione, custodendone intatti lo spirito e i valori insieme a uno staff diventato negli anni una seconda famiglia. Sotto la sua guida in sala, l'Osteria continua a raccontare Sassari e la sua identità, tra tradizioni cittadine e cucina di territorio. Tra le sue apparizioni più recenti, la campagna "Sul Filo dell'Acqua" firmata Smeraldina (2026), in cui Federica ha interpretato il Tempo, quello della natura, della maturazione e dell'attesa consapevole come chiave di lettura della propria idea di cucina e ospitalità.

Eva Giovannini

Eva Giovannini

Giornalista

Eva Giovannini è giornalista, inviata e conduttrice televisiva, un volto della Rai oggi in forza a RaiNews24. Nata a Livorno il 10 settembre 1980, ha costruito la propria carriera raccontando con reportage e dirette i principali fatti di attualità italiani e internazionali, con una particolare attenzione all'Europa, alla politica e agli scenari geopolitici. Ha mosso i primi passi nella carta stampata — con Il Tirreno e Affari&Finanza (La Repubblica) — per poi affermarsi in televisione. Dopo l'esperienza a Sky TG24, ha collaborato ad alcuni dei più noti programmi di approfondimento del panorama italiano: Annozero (Rai 2), Piazzapulita (La7), Agorà, Ballarò e Mezz'ora in più (Rai 3), firmando inchieste, servizi e collegamenti dal campo. Come conduttrice ha guidato due edizioni del Premio Strega (Rai 3, 2017 e 2018) ed è stata tra i conduttori di Petrolio (Rai 2, 2020) e Popolo Sovrano (Rai 2, 2019). Negli ultimi anni ha esplorato con successo anche il linguaggio del podcast, firmando AstroPolitica, dedicato alla geopolitica dello spazio (RaiPlay Sound, 2022), e La scelta di Eva (2024). Al lavoro giornalistico affianca quello di autrice. Ha pubblicato il saggio Europa Anno Zero – Il ritorno dei nazionalismi (Marsilio), un'analisi delle destre e dei nazionalismi europei, e si è cimentata con il fumetto d'autore firmando la graphic novel Oriana Fallaci. Il Vietnam, l'America e l'anno che cambiò la storia (Round Robin, 2021) e, più di recente, L'ultimo partigiano (2024), dedicata alla storia di Lanciotto Gherardi. Il suo impegno sui temi europei le è valso il Premio giornalistico "Altiero Spinelli" per gli studi europei (Ventotene, 2019). È stata inoltre membro della Commissione di "Saggi" sull'Europa istituita dalla Presidenza della Camera (2017), fa parte del comitato del Premio nazionale dedicato alla memoria di Jo Cox ed è socia dell'Istituto Affari Internazionali (IAI).

Giulia Mancini

Giulia Mancini

Giornalista

Romana di nascita, cittadina nella vita e campagnola nei sogni. Messa da parte la formazione scientifica ha scelto la via delle parole per assecondare la sua grande passione: la cucina, sia quella fatta con le mani che quella assaporata con tutti i sensi. Viaggiatrice nell’Italia minore, fatta di interpoderali, in ogni luogo cerca sapori e prodotti che raccontino i luoghi, la storia e le storie di chi li lavora. Accumulatrice di libri letti e da leggere, compila griglie excel per tenere in ordine casa e pensieri, assidua frequentatrice di rigattieri per stoviglie e tessili da tavola, mangia piccante e speziata

Bruna Melis

Bruna Melis

Chef

Bruna Melis è la cuoca dell'Arke, storico ristorante di Quartu Sant'Elena, in provincia di Cagliari. Cuoca autodidatta, ha fatto della sensibilità e del rispetto per la materia prima la cifra del suo lavoro, conquistando negli anni un posto di riguardo nella ristorazione cagliaritana grazie soprattutto alle sue specialità di mare, eseguite senza voli pindarici ma con grazia e rigore. L'Arke nasce il 10 maggio del 2000 come progetto di famiglia, portato avanti da Bruna insieme al figlio Cristian Carboni: lei in cucina, lui in sala, oste attento e preciso, capace di raccontare ogni piatto con passione. Il nome stesso del locale — "Arkè", ovvero "principio" — racchiude la loro filosofia: ogni traguardo raggiunto è un nuovo punto di partenza. La sua è una cucina semplice ma mai banale, costruita con pochi ingredienti, cotture perfette e nessun tecnicismo superfluo, in cui la tradizione dialoga con la sensibilità alle nuove tendenze. Il vero punto di forza resta la materia prima: crostacei, pescato locale, carni pregiate e primizie stagionali che compongono una dispensa viva ed essenziale, selezionata con cura ogni mattina — pesce freschissimo scelto al porto, con un'attenzione consapevole alla sostenibilità e al rispetto delle specie. Il tutto accompagnato da una cantina curata, con etichette regionali, nazionali e internazionali. A guidare ogni piatto c'è un pensiero semplice, che Bruna ha racchiuso in una frase diventata quasi un manifesto: si cucina sempre pensando a qualcuno, altrimenti si sta soltanto preparando del cibo.

Manolo Orgiana

Manolo Orgiana

Autore

Manolo Orgiana, prima che autore e collaboratore di alcune delle testate giornalistiche di settore come Identità Golose, Le Guide de L’Epresso e The Over Magazine è un convinto viaggiatore del gusto. La curiosità e la passione lo hanno portato a maturare una delle più solide esperienza nel campo della gastronomia e della cultura del cibo. Scrive di turismo gastronomico, innovazione nel settore food e ristorazione.

Ivan Paone

Ivan Paone

Giornalista

Una delle grandi firme isolane, terminata la storica collaborazione con L’Unione Sarda, quotidiano per il quale ha seguito per anni cronaca, politica e attualità, con uno sguardo attento ai temi sociali e alle dinamiche del territorio, oggi racconta le gesta del Cagliari Calcio sulle pagine del Corriere dello Sport. Tra i palati più curiosi e appassionati, viaggia sempre e solo se la meta gli assicura una buona tavola. Attivo anche online e sui social, racconta la Sardegna attraverso articoli, approfondimenti e commenti che mirano a restituire al lettore una visione chiara e diretta della realtà.

Gianfranco Pascucci

Gianfranco Pascucci

Chef

Gianfranco Pascucci è tra le voci più autorevoli della cucina di mare contemporanea in Italia. Classe 1970, cresciuto a Fiumicino (RM), sin dall’infanzia Pascucci ha maturato un amore istintivo per il mare, cucinando in famiglia come forma di condivisione e divertimento, praticando diversi sport acquatici, come il surf e il windsurf. Cuoco di mare, Pascucci ha sviluppato la sua visione moderna di cucina grazie anche ai numerosi viaggi all’estero e allo studio continuo.Pascucci al Porticciolo è stato aperto nel 2000 da Gianfranco Pascucci e dalla moglie Vanessa Melis: il locale apparteneva ai nonni paterni dello chef. Nel 2012 al ristorante è stata assegnata una stella Michelin.Pascucci interpreta il mare come un territorio, raccontando il suo ecosistema. Dai fondali all’entroterra di Fiumicino: dalle alghe agli odori della macchia mediterranea, fino alle sue coltivazioni di Isola Sacra, da cui lo chef attinge per la sua cucina, come le diverse varietà di senape, che crescono accanto agli scavi dell’antica Necropoli di Porto.Mare come territorio, ma anche oltre: mare come terra. Un’equivalenza che emerge in alcuni nuovi piatti del Porticciolo, come la pasta mista in Estratto di mare o gli Spaghetti con vongola lupino, resina di pino marino e cuore di tonno. Lo chef lavora la materia prima con estrema cura, guidato da libertà di pensiero, istinto, curiosità e ricerca. Nel piatto di mare il processo di trasformazione e la tecnica dello chef non sminuiscono la materia prima, non la sovrastano, ma la accompagnano: Pascucci raggiunge così un linguaggio completo, elevando il prodotto al massimo della sua espressione.

Davide Scabin

Davide Scabin

Chef

Davide Scabin è nato nel 1965 a Rivoli, in provincia di Torino, e ha respirato la cucina fin da bambino grazie alla madre, cuoca di professione, che lo convinse a iscriversi all'istituto alberghiero. Da ragazzo sognava lo chef di crociera, ma il mare lo portò poco lontano: a sedici anni lasciò Torino per una stagione estiva in un ristorante della Sardegna, dove in breve tempo diventò responsabile dei secondi. Tornato in Piemonte, prima di dedicarsi definitivamente ai fornelli ebbe una parentesi curiosa come venditore di prodotti cosmetici. Il ritorno in cucina arriva a metà degli anni Novanta, quando apre il suo primo ristorante, Combal, ad Almese, nella bassa Val di Susa, insieme a due socie storiche (la sorella Barbara e Milena Pozzi). Il nome nasce dal termine dialettale piemontese che indica una conca, un avvallamento — proprio come la posizione del locale. Nata come "trattoria moderna" radicata nella tradizione piemontese, la sua cucina rivela presto una creatività dirompente che ne travalica i confini regionali. Nel 2002 Scabin trasferisce il ristorante in una sede prestigiosa: un'ala del Castello di Rivoli, sede del Museo d'Arte Contemporanea, ribattezzandolo Combal.Zero — quello "zero" a segnare una ripartenza. È il primo ristorante gastronomico stellato d'Italia ospitato all'interno di un museo. Qui Scabin diventa uno dei più grandi interpreti della ricerca culinaria italiana, conquistando due stelle Michelin, le Tre Forchette del Gambero Rosso e un posto nella classifica dei World's 50 Best Restaurants (28° nel 2011). Provocatore, perfezionista e geniale, ha firmato piatti entrati nella storia della gastronomia contemporanea: il celebre Cyber Egg (ideato nel 1997, con il tuorlo racchiuso in una "capsula" di pellicola), il Rognone al gin, i Ravioli shake, la Check Salad e la Fassona impanata alla torinese. Sua è persino una "lasagna spaziale" pensata per la NASA e spedita in orbita con gli astronauti. Nel 2015 introduce inoltre il metodo "Up & Down", che ribalta la sequenza classica del menu partendo dai sapori più intensi e proteici per alleggerirsi progressivamente. Nel 2016 il Combal.Zero perde una delle due stelle, scatenando in rete una vasta ondata di solidarietà (l'hashtag #IoSonoScabin, sulla scia del "Je suis…"). Nel febbraio 2020 lo chef decide di chiudere definitivamente il locale, per poi sperimentare nuovi format al Mercato Centrale di Torino e di Roma, alcuni pensati anche in chiave anti-spreco. Dal 2022 Davide Scabin è executive chef del Ristorante Carignano, all'interno dello storico Grand Hotel Sitea di Torino: una sala intima da pochi tavoli, una stella Michelin (riconfermata nel 2023), un unico lungo percorso degustazione che stravolge le certezze del cliente a partire dall'ordine delle portate. Nel 2025, in occasione del centenario dell'hotel, ha ideato il menu celebrativo "250/100", un'antologia dei suoi piatti più iconici lungo tre decenni. Times Magazine lo ha definito uno dei dieci chef al mondo capaci di cambiarti la vita.

Fabio Scintu

Fabio Scintu

Sommelier

UnionBirrai Taster dal 2021, docente e tutor per i corsi UnionBirrai e giudice in concorsi per birrai professionisti e per homebrewer, nazionali e internazionali, oltre a relatore di serate a tema brassicolo e abbinamenti cibo-birra

Antonio Scuteri

Antonio Scuteri

Giornalista

Calabrese di nascita e romano di adozione, lavora a Repubblica dalla fine dello scorso Millennio. Da oltre 20 anni si occupa di cultura gastronomica, con le rubriche Vale il Viaggio e Storie a Tavola. Ha fondato il sito Sapori di Repubblica, ed è caporedattore de Il Gusto, l’hub enogastronomico del Gruppo Gedi

Vito Senes

Vito Senes

Chef

Vito Senes è uno dei decani della ristorazione sarda, patron dello storico ristorante "Da Vito" a Sennori, in provincia di Sassari, affacciato sulle colline della Romangia e sul Golfo dell'Asinara. Anfitrione di rango, ha fatto dell'accoglienza dell'ospite una vera e propria religione, curando ogni piccolo dettaglio con l'attenzione che si riconosce ai grandi padroni di casa. La sua è una storia di tenacia lunga oltre quarant'anni: comincia nei primi anni Ottanta, insieme al fratello Tonino, con la pizzeria del paese, che negli anni si trasforma prima in trattoria e poi in una struttura ricettiva con eleganti camere per l'ospitalità. Un percorso partito dal basso che lo ha reso un autentico punto di riferimento per l'intera isola: non c'è ristoratore o piccolo produttore sardo che non lo conosca. In cucina, Vito Senes parla la lingua della stagionalità, dell'eccellenza e delle filiere locali, tra terra e mare. Sceglie con rigore prodotti biologici e a chilometro zero, custodendo tradizioni e materie prime rare e preziose — è tra i pochi, ad esempio, a poter servire i filindeu, la finissima e rarissima pasta sarda della tradizione. Tra le specialità che hanno costruito la piccola leggenda della casa: la pasta e fagioli con le cozze, i ceci con gamberi e la fregola in brodo con astice, accompagnati da una cantina di grande qualità, ricca di etichette regionali. Ambasciatore dei sapori dell'isola anche in televisione, ha portato la Sardegna su Rai 1 a "La prova del cuoco" e, più di recente, a "Camper", ed è stato protagonista — insieme allo chef Gianfranco Pascucci — della trasmissione "Com'è profondo il mare" sul canale del Gambero Rosso. Nel 2022 la giuria del Porcino d'oro di Arzana lo ha eletto "Personaggio dell'anno", consegnandogli l'Oscar della Cucina con una motivazione che lo consacra come "pioniere dell'alta cucina sarda, fulgido esempio per i giovani chef della Sardegna". Oggi la sua eredità prosegue in famiglia, con il figlio Luigi Senes al suo fianco tra i fornelli del ristorante affacciato sul Golfo dell'Asinara.

Hirohiko Shoda

Hirohiko Shoda

Chef

Hirohiko Shoda, conosciuto come Chef Hiro, nasce a Nara, in Giappone, nel 1977. Dopo gli studi allo Tsuji Culinary Institute, si specializza in cucina italiana, europea e internazionale e lavora per diversi anni nell’alta ristorazione italiana in Giappone. Nel 2006 si trasferisce in Italia, dove collabora per circa otto anni con lo chef Massimiliano Alajmo del ristorante tre stelle Michelin Le Calandre. Docente, autore e volto televisivo, Chef Hiro è anche ideatore del progetto Master Japan, dedicato alla conoscenza del Washoku e della cultura gastronomica giapponese. La sua cucina nasce dall’incontro tra sensibilità orientale e tradizione italiana, con grande attenzione alla natura, alla stagionalità e al rispetto della materia prima. Nel 2019 ha ricevuto dal Ministero dell’Agricoltura giapponese il titolo ufficiale di Ambasciatore della Cucina Giapponese in Italia. Autore di diversi libri dedicati alla cucina e alla cultura del Giappone, è inoltre protagonista di numerosi programmi televisivi e radiofonici e negli anni ha costruito una vasta community sui social.

Marcello Spagnulo

Marcello Spagnulo

Ingegnere aerospaziale e Autore

Marcello Spagnulo, Ingegnere con esperienza professionale nel settore spaziale in Italia e all’estero da quasi 40 anni; ha lavorato in Olanda presso l’Agenzia Spaziale Europea ESA, in Francia e alla base di lancio di Kourou nella Guyana francese per la società Arianespace, poi in Italia presso le principali industrie aerospaziali nazionali e all’Agenzia Spaziale Italiana ASI.Ha pubblicato il libro “Lo Spazio oltre la Terra” (Giunti edizioni 2009); “Elementi di Management dei programmi spaziali (Springer-Verlag 2011, pubblicato in inglese e cinese). I suoi libri più recenti sono “Geopolitica dell’esplorazione spaziale. La sfida di Icaro nel terzo millennio” (Rubbettino, 2019, pubblicato in inglese da Springer), e “Capitalismo Stellare. Come la nuova corsa allo Spazio cambia la Terra” (Rubbettino, 2023).È Consigliere Scientifico e articolista di LIMES e docente presso la Scuola di Geopolitica di LIMES; scrive per la rivista Airpress e per il sito www.formiche.net; è professore a contratto al Dottorato della facoltà di Ingegneria dell’Università “La Sapienza” di Roma.Nel 2023, è stato nominato dal Ministro del MIMIT, Esperto al Tavolo Tecnico del Comitato Interministeriale per lo Spazio del Governo.

Francesco Stara

Francesco Stara

Chef

Francesco Stara è uno chef italiano originario della Sardegna cresciuto tra le mura del ristorante di famiglia nella sua città natale, Sassari. Dopo aver terminato la scuola alberghiera, ha iniziato a viaggiare lavorando in diversi paesi come Regno Unito, Canada, Brasile, Australia, Emirati Arabi Uniti, Francia e Spagna, perfezionando le sue abilità grazie all’esperienza con rinomati maestri della cucina. In questi anni trascorsi all'estero, ha affinato le sue competenze, ma soprattutto ha imparato a riconoscere il valore del prodotto legato alla cultura. Dopo oltre 15 anni trascorsi all'estero, il suo cuore lo ha riportato in Sardegna, dove è approdato al ristorante Fradis Minoris. Un ristorante situato in un luogo remoto ma di straordinaria bellezza all'interno della Laguna di Nora, un parco naturale ricco di biodiversità, dove il rispetto per i cicli biologici e l'uso di metodi tradizionali sono alla base delle attività di pesca del ristorante. Il locale è stato progettato e costruito dando priorità alla sostenibilità fin dalla sua apertura nel 2012. Collaborazioni di lunga data con agricoltori locali e piccoli produttori hanno creato un legame profondo con il territorio. È per questo che il menù cambia costantemente, riflettendo la stagionalità degli ingredienti e spesso traendo ispirazione dai paesaggi e dalla cultura mediterranea. "Al Fradis, ogni ingrediente ha una propria identità e provenienza, e sappiamo a chi dire grazie per i nostri prodotti: i nostri pescatori, contadini, casari, ecc. Sin dal mio arrivo, mi sono impegnato a creare un legame profondo con questo luogo, un ecosistema dove la fauna selvatica e un modo di pensare e vivere in armonia con la natura sono al centro di tutto.” La filosofia di Francesco è difendere e valorizzare i prodotti locali, mantenendo sempre un impegno chiaro verso un'economia circolare, senza confini, in continuo movimento, cercando la bellezza nella semplicità. Un approccio che rende omaggio al prodotto e restituisce un autentico senso di appartenenza al territorio.

Pasquale Torrente

Pasquale Torrente

Chef

Pasquale Torrente è nato e cresciuto a Cetara, borgo di pescatori della Costiera Amalfitana, in una famiglia legata alla ristorazione fin dagli anni Sessanta. I nonni Gilda e Gaetano avevano trasformato il locale di famiglia prima in sala da gioco, poi in bar e gelateria, e infine in trattoria e pizzeria. Nel 1969 i genitori aprirono Al Convento, con il padre che portava in cucina l'esperienza maturata cucinando in Marina. Negli anni del liceo Pasquale vendeva maglie e giubbotti per mettere da parte i soldi necessari a pagarsi il conto nei migliori ristoranti della zona un modo precoce per coltivare la passione per la buona tavola. Con il tempo Torrente ha fatto del ristorante di famiglia il proprio marchio di fabbrica. Al Convento la trattoria aperta dai genitori nel 1969 all'interno di un chiostro del Seicento è considerato tra le migliori trattorie d'Italia, celebre per gli indimenticabili spaghetti con la colatura di alici, prodotto simbolo di Cetara. È proprio questa dedizione ad avergli guadagnato il soprannome di "l'uomo che sussurra alle alici": un appellativo che nasce dalla sua completa devozione alla riscoperta e valorizzazione dell'antica tradizione cetarese e della colatura, avviata poi al riconoscimento della DOP. Accanto alle alici, tra i suoi piatti simbolo figurano gli ziti alla genovese di tonno e il pescato del giorno. La sua cucina non si è però fermata a Cetara. Torrente si è cimentato nel fritto, elevandolo ad arte con la Cuopperia a Cetara, e ha portato la sua cucina in tutta Italia e nel mondo da Roma a Istanbul a Dubai con i diversi punti della Friggitoria all'interno di Eataly. Ha inoltre aperto Burro&Alici, "una locanda di mare", nel cuore della Franciacorta. Per il fritto ha contribuito a sviluppare un olio dedicato, il Frienn, nato dalla collaborazione con l'Università di Bologna e Olitalia. Nel 2018 ha raccolto la propria storia in un libro. "L'uomo che sussurra alle alici" (ed. Catering) racconta la sua vita e quella del Convento di Cetara attraverso 28 ricordi e 32 ricette, con al centro le alici in tutte le loro declinazioni. Torrente ama definirsi con modestia: "Ho i piedi nella tradizione, non ho le tecniche che hanno gli altri… Sono un uomo da mestolo e non da pinzette". Negli ultimi anni ha avviato un passaggio di consegne: ha lasciato la guida della cucina del Convento al figlio Gaetano e ha dato vita a una "bottega rinascimentale" incentrata sulla lavorazione del pesce azzurro, affiancata da attività di consulenza.

Valeria Usala

Valeria Usala

Scrittrice e Autrice

Valeria Usala è una delle voci più apprezzate della nuova narrativa sarda. Nata a Cagliari nel 1993, ha costruito un percorso che intreccia parola e immagine: dopo la laurea in Lingue e Comunicazione all'Università di Cagliari, si è diplomata in Filmmaking all'Ateneo del Cinema di Roma e in Storytelling alla Scuola Holden di Torino. Oggi affianca alla scrittura l'insegnamento della scrittura creativa, in presenza e online, tra Cagliari e Torino. Ha esordito nel 2021 con La rinnegata (Garzanti), un romanzo che ha riscosso un grande successo di critica e pubblico, rimanendo a lungo nelle classifiche di vendita. Ambientato all'inizio del secolo scorso in un piccolo paese dell'entroterra sardo, il libro dà voce a Teresa, una donna bella, determinata e indipendente che, insieme al marito e ai figli, manda avanti un piccolo emporio e una taverna, e che sceglie di resistere contro le maldicenze, i pregiudizi e le colpe che l'intera comunità le rovescia addosso. Con una narrazione quasi corale — in cui a tratti sembra essere il paese stesso a raccontare — e immerso nelle atmosfere antiche, suggestive e contraddittorie della Sardegna, il romanzo affronta con forza la condizione femminile, l'oblio e la violenza, restituendo dignità a una vicenda realmente accaduta e tramandata sottovoce di donna in donna. Un esordio spesso accostato a titoli come Accabadora e L'Arminuta. Negli anni successivi ha pubblicato racconti in diverse antologie — tra cui Una vita vale tutto, Kappa vol. 3 e I racconti della locanda — per poi tornare al romanzo nel 2026 con Nelle case degli altri (Garzanti). Qui l'autrice ci conduce, con passo leggero, dentro un vecchio palazzo popolato da esistenze ai margini: c'è Luciano, che trova compagnia solo nel suo merlo Pepito; ci sono Aldo e Nora, che si dividono la fatica di un'intera vita; e Ugo, un orologiaio scorbutico capace di riparare ogni ingranaggio tranne le relazioni umane. Ad osservare e custodire queste solitudini silenziose è una ragazza con una piccola Moleskine bianca, che annota e conserva ciò che resta di vite altrimenti dimenticate. Uno sguardo attento alle marginalità e al mondo femminile, sempre radicato nella sua terra, è così la cifra distintiva della sua scrittura.

Ilenia Zedda

Ilenia Zedda

Scrittrice e Autrice

Ilenia Zedda è tra le voci più promettenti della nuova narrativa sarda. Sassarese, classe 1990, vive e lavora a Torino come copywriter, città in cui si è formata alla Scuola Holden, la scuola di narrazione fondata da Alessandro Baricco. La sua è una scrittura delicata e evocativa, che non dimentica mai il proprio vissuto e le radici isolane, e che le è valsa gli elogi della critica e di autori affermati come Marco Missiroli. Ha esordito nel 2020 con Nàccheras (DeA Planeta Libri), romanzo di formazione ambientato in una Sardegna quasi mitica e senza tempo, del secondo dopoguerra. Al centro della storia — quella di due giovani, Francesco e Caterina, legati da un segreto drammatico — c'è lo straordinario patrimonio della filatura del bisso, la preziosa "seta del mare" ricavata dai filamenti dei molluschi bivalvi e tramandata di generazione in generazione. Con una lingua semplice ma raffinata, arricchita da parole in sardo, il libro restituisce il fascino arcaico delle tradizioni dell'isola ed è stato accolto come l'affermazione di una nuova, interessante voce della letteratura regionale. Un suo racconto è inoltre presente nell'antologia collettiva Giallo sardo. Nel settembre 2024 è arrivato il secondo romanzo, Se mi guardo da dentro (Salani), che segna un cambio di scenario e di passo: la storia si sposta ai giorni nostri, tra le vie di Cagliari. Protagonista è Nina Ibba, la cui esistenza è stata segnata da un incidente nell'adolescenza; diventata adulta e forte di un dottorato in Patologia Clinica, è convinta che tutto — persino la felicità — possa essere spiegato in termini scientifici, finché l'incontro con un giornalista non incrina le sue certezze. Un romanzo che, con la consueta delicatezza, trova parole nuove per raccontare l'amore e la paura di lasciarsi andare alla vita, confermando la maturità letteraria dell'autrice.