Pasquale Torrente
Pasquale Torrente è nato e cresciuto a Cetara, borgo di pescatori della Costiera Amalfitana, in una famiglia legata alla ristorazione fin dagli anni Sessanta. I nonni Gilda e Gaetano avevano trasformato il locale di famiglia prima in sala da gioco, poi in bar e gelateria, e infine in trattoria e pizzeria. Nel 1969 i genitori aprirono Al Convento, con il padre che portava in cucina l’esperienza maturata cucinando in Marina. Negli anni del liceo Pasquale vendeva maglie e giubbotti per mettere da parte i soldi necessari a pagarsi il conto nei migliori ristoranti della zona un modo precoce per coltivare la passione per la buona tavola.
Con il tempo Torrente ha fatto del ristorante di famiglia il proprio marchio di fabbrica. Al Convento la trattoria aperta dai genitori nel 1969 all’interno di un chiostro del Seicento è considerato tra le migliori trattorie d’Italia, celebre per gli indimenticabili spaghetti con la colatura di alici, prodotto simbolo di Cetara. È proprio questa dedizione ad avergli guadagnato il soprannome di “l’uomo che sussurra alle alici”: un appellativo che nasce dalla sua completa devozione alla riscoperta e valorizzazione dell’antica tradizione cetarese e della colatura, avviata poi al riconoscimento della DOP. Accanto alle alici, tra i suoi piatti simbolo figurano gli ziti alla genovese di tonno e il pescato del giorno.
La sua cucina non si è però fermata a Cetara. Torrente si è cimentato nel fritto, elevandolo ad arte con la Cuopperia a Cetara, e ha portato la sua cucina in tutta Italia e nel mondo da Roma a Istanbul a Dubai con i diversi punti della Friggitoria all’interno di Eataly. Ha inoltre aperto Burro&Alici, “una locanda di mare”, nel cuore della Franciacorta. Per il fritto ha contribuito a sviluppare un olio dedicato, il Frienn, nato dalla collaborazione con l’Università di Bologna e Olitalia.
Nel 2018 ha raccolto la propria storia in un libro. “L’uomo che sussurra alle alici” (ed. Catering) racconta la sua vita e quella del Convento di Cetara attraverso 28 ricordi e 32 ricette, con al centro le alici in tutte le loro declinazioni.
Torrente ama definirsi con modestia: “Ho i piedi nella tradizione, non ho le tecniche che hanno gli altri… Sono un uomo da mestolo e non da pinzette”. Negli ultimi anni ha avviato un passaggio di consegne: ha lasciato la guida della cucina del Convento al figlio Gaetano e ha dato vita a una “bottega rinascimentale” incentrata sulla lavorazione del pesce azzurro, affiancata da attività di consulenza.
