Salvatore Camedda
Salvatore Camedda, classe 1983 e originario di Cabras, è considerato uno dei migliori talenti della nuova cucina sarda. La sua avventura comincia a sedici anni, nel cuore della Costa Smeralda, dove il giovane scopre la sua vera vocazione: la cucina. Da lì un percorso di formazione che attraversa importanti cucine, in Italia e all’estero: impara a valorizzare la materia prima accanto a Sergio Mei, nelle cucine del Four Seasons Hotel di Milano, e a creare piatti innovativi con pochi ingredienti affiancando Giuliano Baldessari all’Aqua Crua di Vicenza. Sono soprattutto gli anni trascorsi fuori dall’isola a far maturare in lui l’urgenza di tornare alle origini e di rileggere le radici sarde con occhi nuovi.
Da questa spinta nasce, a metà degli anni Dieci, Somu — “s’omu”, la casa in sardo — il ristorante con cui Camedda si consacra tra i protagonisti della cucina isolana contemporanea. Dopo essere passato per San Vero Milis e Oristano, il locale approda a Baja Sardinia (Arzachena), dove nel 2022 conquista la stella Michelin, mantenuta negli anni successivi: il riconoscimento di una cucina che racconta con autenticità gli ingredienti del territorio, spesso poco conosciuti, in abbinamenti insoliti e sorprendenti.
Oggi Salvatore Camedda guida Ulìa, il ristorante del Cascioni Eco Retreat, resort cinque stelle immerso nella campagna gallurese tra Arzachena e Porto Cervo. Qui, potendo contare in gran parte sui prodotti che arrivano direttamente dall’azienda agricola della tenuta — orti, uliveti, arnie e allevamenti — lo chef porta in tavola una Sardegna autentica ed essenziale: una cucina minimalista ma ricca di gusto, che lavora sulla tradizione isolana per poi innovarla e, soprattutto, raccontarla. Al suo fianco, in sala, il restaurant manager e sommelier Giacomo Serreli, con una carta dei vini che omaggia le piccole cantine dell’isola.
Un luogo di condivisione dove va in scena l’intenso cortometraggio gustativo fatto delle idee, delle esperienze e dei viaggi di Salvatore: il pensiero di uno chef che ha riscoperto la bellezza verginale della sua terra, facendo dialogare il territorio con influenze e spezie lontane senza mai offuscarne l’identità.
