Valeria Usala
Valeria Usala è una delle voci più apprezzate della nuova narrativa sarda. Nata a Cagliari nel 1993, ha costruito un percorso che intreccia parola e immagine: dopo la laurea in Lingue e Comunicazione all’Università di Cagliari, si è diplomata in Filmmaking all’Ateneo del Cinema di Roma e in Storytelling alla Scuola Holden di Torino. Oggi affianca alla scrittura l’insegnamento della scrittura creativa, in presenza e online, tra Cagliari e Torino.
Ha esordito nel 2021 con La rinnegata (Garzanti), un romanzo che ha riscosso un grande successo di critica e pubblico, rimanendo a lungo nelle classifiche di vendita. Ambientato all’inizio del secolo scorso in un piccolo paese dell’entroterra sardo, il libro dà voce a Teresa, una donna bella, determinata e indipendente che, insieme al marito e ai figli, manda avanti un piccolo emporio e una taverna, e che sceglie di resistere contro le maldicenze, i pregiudizi e le colpe che l’intera comunità le rovescia addosso. Con una narrazione quasi corale — in cui a tratti sembra essere il paese stesso a raccontare — e immerso nelle atmosfere antiche, suggestive e contraddittorie della Sardegna, il romanzo affronta con forza la condizione femminile, l’oblio e la violenza, restituendo dignità a una vicenda realmente accaduta e tramandata sottovoce di donna in donna. Un esordio spesso accostato a titoli come Accabadora e L’Arminuta.
Negli anni successivi ha pubblicato racconti in diverse antologie — tra cui Una vita vale tutto, Kappa vol. 3 e I racconti della locanda — per poi tornare al romanzo nel 2026 con Nelle case degli altri (Garzanti). Qui l’autrice ci conduce, con passo leggero, dentro un vecchio palazzo popolato da esistenze ai margini: c’è Luciano, che trova compagnia solo nel suo merlo Pepito; ci sono Aldo e Nora, che si dividono la fatica di un’intera vita; e Ugo, un orologiaio scorbutico capace di riparare ogni ingranaggio tranne le relazioni umane. Ad osservare e custodire queste solitudini silenziose è una ragazza con una piccola Moleskine bianca, che annota e conserva ciò che resta di vite altrimenti dimenticate.
Uno sguardo attento alle marginalità e al mondo femminile, sempre radicato nella sua terra, è così la cifra distintiva della sua scrittura.
